E allora?

21 November, 2007 – 12:30 am

“Hanno ripreso e messo in rete la morte di una coetanea” titolava repubblica qualche giorno fa.
E allora? Ci si indigna per aver ripreso o per aver messo in rete? Oppure infastidisce la freddezza e il distacco che hanno mostrato nei riguardi della morte? Della morte cosi’ violenta.
Sono ragazzini di sedici anni: il tabu della morte per loro non e’ ancora un tabu. Hanno reagito in modo naturale. Qualcuno avra’ pianto e qualcuno no. Tutti avranno avuto il sospetto di stare vivendo un momento particolare, in un momento di tensione particolare. Sotto stress avrebbero dovuto per forza piangere o voltare il capo inorriditi, per non sfigurare di fronte al giudizio dei moralisti? Magari gli stessi moralisti che curiosi viaggiando in autostrada rallentano nella speranza di vedere l’esito dell’incidente annunciato dai lampeggianti blu delle ambulanze di fronte a loro.
O forse occorre essere adulti e professionisti; far parte della polizia scientifica o fare il medico legale o il giornalista di guerra per potersi permettere un certo distacco senza passare per dei mostri.

Il pezzo inizia con: Foto alla compagna di scuola appena uccisa da un autobus. E battute di derisione, come “dai, vai a vederla anche tu, ha la testa staccata”.

Dove’e’ la battuta di derisione?

Il pezzo si chiude con: “I nostri ragazzi ci sfuggono, vivono in un mondo inaccessibile sul quale non abbiamo potere”.

Dov’e’ la novita’? Ogni generazione ha sempre stentato a capire la successiva.
Tanto valeva ricordare anche quanto non ci siano piu’ le mezza stagioni.

  1. 6 Responses to “E allora?”

  2. Concordo pienamente.

    Questi falsi moralisti…ma per carità!
    Oh arciperbaccolina…non è che avendo scritto “per carità” qualcuno potrebbe pensare per carità divina e prendersela??!?

    Ps:scorre veloce..è il mio preferito.

    By itsme on Nov 22, 2007

  3. Il fatto e’ che poi del video non se ne e’ nemmeno trovata traccia. Insomma la cosa sembra costruita ad arte.
    Ma condivido quello che dici, ciao

    By suburbia on Nov 28, 2007

  4. Devo dire che non avevo pensato a questo punto di vista…

    By Uyulala on Dec 14, 2007

  5. Ottimo veramente!!!
    10 e plausi!

    By hanna on Dec 15, 2007

  6. non sono un’assidua lettrice del tuo blog ma ho avuto occasione di entrare in seguito al premio che hai vinto…e non posso resistere a dire cosa hopensato e provato leggendo il tuo commento, anche se è un po’ diverso dal sentire comune. Per lavoro mi capita spesso, purtroppo, di conoscere giovani gravemente feriti o morti in seguito ad eventi traumatici, di doverlo comunicare a famiglia e amici, di dover far forza su me stessa per fare di tutto per limitare i danni, quando e se è possibile. Io non so cosa tu faccia di mestiere, ma ti assicuro che almeno per quella che è la mia personale esperienza, anche tanti professionisti tra i piu’ esperti e che da anni lavorano in questo campo non restano cinicamente indifferenti, perchè lo strazio che la morte porta improvvisamente sui corpi che pochi minuti prima erano pieni di vita è un’esperienza che toglie il fiato.E trovo sia giusto riflettere su certi temi perchè se i ragazzini piu’ giovani non si rendono conto di certe realtà, e puo’ essere comprensibile, sono gli adulti, moralisti o no, che dovrebbero aiutarli a riflettere. Ringrazio per l’attenzione e saluti a tutti.

    By clarabella on Feb 24, 2008

  7. @clarabella: il coinvolgimento dei professionisti non era l’oggetto della critica. Sono certo che questi non restano del tutto indifferenti durante lo svolgimento del loro lavoro.
    Per tornare al tema, credo che i ragazzi si rendano conto di “certe realta’”, solo lo fanno a modo loro, con i mezzi a loro disposizione. Scandalizzarsi perche’ si comportano da ragazzi, non mi pare “reazione adulta”.

    Grazie per il contributo.

    By NonLineare on Feb 28, 2008

Post a Comment