Sull’assolutismo della chiesa cattolica
24 October, 2007 – 9:05 amQuesto pezzo e’ stato pubblicato su Mente Critica.
«È inaccettabile il relativismo dei valori, soprattutto se questi riguardano la conservazione o meno della vita». Sono le parole di commento dell’ Osservatore Romano alla sentenza della Cassazione che consente un nuovo processo per il caso di Eluana Englaro, da 15 anni in stato vegetativo, alimentata da un sondino che il Padre ha chiesto, da tempo, di staccare.
Sono parole che formano la solita vecchia e collaudata frase ad effetto che inorgoglisce il cattolico quadratico medio rassicurandolo di stare dalla parte giusta. Solo per farne due: un pensiero all’olocausto nazista e un pensiero al genocidio che si sta consumando in Birmania, non possono che confermare che la conservazione della vita -altrui- dovrebbe essere un valore al quale nessuno in nessun caso puo’ assegnare un secondo posto. Nessuno. In nessun caso.
Ma allora anche: e’ inaccettabile l’assolutismo dei valori, soprattutto quando questi riguardano la conservazione o meno della vita. Sto pensando a certe crociate e al genocidio del
Se nel contesto adeguato, il commento dell’ Osservatore Romano, esprime un concetto condivisibile, per altro credo condiviso, da tutta la societa’ civile (formata da credenti, atei e agnostici). Quando in gioco e’ la conservazione della vita -propria- mi chiedo se abbia un qualche senso il relativismo o l’assolutismo dei valori. Quello che e’ certo, e’ che il valore della vita si modifica a seconda che si tratti della -propria- o di quella -altrui-. Ma allora perche’ negarlo?
Il fatto e’ che per la chiesa cattolica la possibilita’ di perdere la sua caratteristica (autoproclamata) di unicita’ e quindi d’essere inserita nel contesto del relativismo, risulta inaccettabile. Non solo perche’ ne uscirebbe ridimensionata come importanza, ma anche perche’ significherebbe rivedere tutta una serie di posizioni, anche vecchie di diversi secoli, che devono rimanere sempre vere o sempre false dal momento in cui sono state enunciate. Non sarebbe piu’ la chiesa cattolica.
E’ senza dubbio piu’ facile utilizzare il torpore in cui sono avvolti, non certo per colpa loro, certi cervelli abituati a non piu’ essere utilizzati. Cosi’ per la ricerca e il consolidamento dei consensi (evangelizzazione) e’ piu’ indicato l’uso delle assolutistiche ma rassicuranti frasi ad effetto. Poco importa poi se con esse venga riscritto il significato di -pensiero razionale- e soprattutto, si vada sfacciatamente contro il comune buon senso.



